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Ponticelli
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mwdwPonticelli (mweain napoletano mweqPunticielle) è un mwegquartiere di Napoli, situato nella zona orientale della città.
Già casale di Napoli, è stato un comune autonomo fino al 1925cite-ref-1[1] ed il 2 gennaio 1926 fu annesso al mwgacapoluogo. Oggi costituisce, insieme ai quartieri mwgqBarra e mwggSan Giovanni a Teduccio, la mwgwVI Municipalità del comune di Napoli.
Confina a nord con i comuni di mwhqCasoria e mwhgVolla, ad est con mwhwCercola, mwiaSan Sebastiano al Vesuvio e mwiqSan Giorgio a Cremano, a sud con il quartiere mwigBarra e ad ovest col quartiere mwiwPoggioreale.
Contents
• Storia
• Medioevo
• Società
• Cultura
• Cinema
• Economia
• Sport
• Note
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Storia
«Sotto gli Angioini erano due villaggi contigui, uno detto Ponticellum magnum, e l'altro Ponticellum piczolum. [...] Dopo gli Angioini di questi due casali se ne formò uno solo, [...]»
(Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Volume 7, Napoli 1797, voce "Ponticelli", pag. 248-250cite-ref-2[2])
A pochi chilometri dal centro di Napoli, si trovano i quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli. Cadono in una zona fertilissima, un tempo bagnata dal fiume mwlaSebeto e uno dei mwlqRegi Lagni, ove si estendevano i casali di Terzio, il nucleo più antico di Ponticelli, quelli di Ponticelli Minore e Maggiore, ognuno indipendente e con un proprio ricevitore o collettore fiscale, come attesta una pergamena notarile di acquisti di poderi agrari dell’anno 804 da parte dei monaci napoletani di San Sergio e Bacco, e attraversati da un ponticello in legno sul lagno in località Terzio.
I monaci nel 917 costruirono il primo mulino ad acqua per la macina del grano, un secondo mulino nel 949 e un terzo nel 951. Mantennero la proprietà dei fondi per molti anni, non essendoci feudatari come invece nei Casali limitrofi.
Nella zona, in località Tufarelli, sono state trovate tracce di insediamenti preesistenti, come la mwmavilla di Caius Olius Ampliatus.
La citazione più antica di una chiesa in zona Ponticelli è quella di mwnwchiesa di Santa Maria delle Grazie a Porchiano. Infatti, da un documento datato 10 giugno 994 si apprende dell'esistenza, nel casale di Porchiano, di una schola e di una chiesa dedicata a Santa Mariacite-ref-3[3]: mwpa«[...] Gregorius filius q. Iohannis de Paulu [...] a Porclanum promittit d. Stephano ven. abbati monasterii Ss. Severini et Sossii [...] propter integrum fundum [che confinava] ab alio latere parte occidentis padule de illa schola et ecclesia S. Marie».cite-ref-4[4]. La chiesa di S. Maria fu mwqqestaurita dal XII al XV secolocite-ref-5[5], gestita dalla confraternita laica dei Maestri Sellai di Napoli. Nel XVI sec. il Casale di Porchiano venne assorbito da quello di Ponticello e la chiesa divenne una cappella rurale.
Le piccole amministrazioni dei 4 casali indipendenti risalgono al 1236. Bisognerà aspettare il 1497 perché si uniscano divenendo un unico casale, Ponticelli.
Nel 1628 il poeta napoletano mwsaDomenico Basile ha tradotto in napoletano la favola pastorale “Il Pastor Fido” scritta dal poeta mwsqGian Battista Guarini nel 1590, ambientandola nelle campagne di Porchiano.
Nel 1647 la popolazione di Ponticelli aveva raggiunto le mwsw1 400 unità, in gran parte contadini, braccianti agricoli, artigiani, ecclesiastici.
Nel 1782 l’avvocato Michele De Iorio protesse giuridicamente Ponticelli dalle ingerenze della chiesa di Napoli e del comune di Casavatore, tanto che fu acclamato quando ritornò in visita nel 1788 con il fratello don Giuseppe vescovo di Samaria, per benedire le nuove campane della chiesa della Madonna della Neve.
Durante la Repubblica Napoletana del 1799, Ponticelli contava mwtg4 183 abitanti. Il paese fu occupato dalla Compagnia di artiglieria da campagna del capitano Pietro Colletta, dopo che i popolani ebbero bruciato la bandiera giacobina e l’albero della Libertà, dopo aver assalito la guardia civica repubblicana.
Colletta fucilò 13 ponticellesi presi che appoggiarono i sanfedisti il 13 giugno, le rivolte filo borboniche di Portici e di Barra, e confiscò la statua d’oro di San Rocco dalla chiesa. Una delegazione di ponticellesi ne richiese però fortemente la restituzione, come pure la liberazione di altri ostaggi. Il reparto repubblicano pensò dunque di ripiegare su Napoli.
Nell'800 borbonico l’Amministrazione comunale di Ponticelli era composta di dieci decurioni ed una guardia urbana di 19 militi.
Nel 1861 in viale Margherita fu allocata una caserma dei Carabinieri con 5 militari al comando di un maresciallo.
Fino al 1925 Ponticelli rimase comune autonomo, poi la legge sulla "Grande Napoli" voluta dal fascismo per creare artificialmente nuove metropoli come Parigi e Londra pose fine alla secolare autonomia e l’ultimo sindaco fu Vincenzo Aprea. Come allo stesso modo divennero quartieri i comuni di Barra, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Secondigliano, Scampia, Miano, Chiaiano, Piscinola, Bagnoli e, uniti tra loro, Pianura e Soccavo.
Il quartiere si distinse nella Resistenza contro i nazifascisti, tanto da diventare il 26 Settembre 1943 il primo Quartiere in Europa a liberarsi dai soldati Tedeschi, dando inizio alle mwwaQuattro giornate di Napoli.
La popolazione nel tempo crebbe esponenzialmente, già nel 1967, con l’inaugurazione del Rione INCIS, salì a mwwg70 000 abitanti.
Il quartiere bucolico e paludoso di un tempo si è trasformato in un popoloso centro periferico su cui son stati edificati agglomerati edilizi che accolgono un considerevole numero di famiglie, contribuendo in tal modo alla formazione di un contesto sociale eterogeneo. In tale tipo di contesto si inseriscono gli attriti tra le associazioni criminali attive nel capoluogo campano per la spartizione dell'egemonia anche di questo territorio.
Inevitabile dunque il verificarsi di fatti delittuosi che han fatto assurgere il quartiere agli onori della cronaca nera.
Età antica
Documenti storici testimoniano la presenza nella zona di antichi insediamenti romani e influenze religiose fenicie venute alla luce negli ultimi anni. Nel periodo della costruzione di palazzi presso via Bartolo Longo conseguente al mwywterremoto dell'Irpinia del 1980 sono state rinvenute due ville rustiche, una delle quali completamente dissotterrata. Tale villa appartenente ad un discendente di un veterano di Silla, Caius Olius Ampliatus, era dedita alla produzione e commercio di cereali e vino. La villa in questione fu sepolta (è stato rinvenuto lo scheletro di un villano) in seguito all'mwzaeruzione del Vesuvio del 79 d.C.; probabilmente era una fattoria divisa in pars rustica e pars urbana. Nel sotterraneo di questa villa è stato ritrovato lo scheletro di un uomo in posizione rannicchiata con le mani sul volto, e un anello fuso su un dito (a causa della temperatura della lava incandescente). Costui era probabilmente uno schiavo di quarant'anni, sdentato (a causa della malnutrizione) e con diverse fratture, sorpreso dall'eruzione.
Medioevo
Nella prima metà del mwcqXIII secolo l'espansione dell'abitato vide anche la costruzione della più antica basilica-santuario vesuviana: la mwcgBasilica santuario di Santa Maria della Neve, che in seguito sarà abbellita da un gran numero di opere d'arte.
Regno di Napoli
Intanto si erano andati formando due siti urbani distinti, "Ponticellum magnum" e "Ponticellum parvum", che poi si fusero in un unico villaggio assumendo per questo la denominazione plurale di "Ponticelli" com'è documentato nella numerazione dei Villaggi di Napoli del 1497.cite-ref-7[7]
Ponticelli ha avuto un importante ruolo durante la mwegrivoluzione napoletana del 1799: vi furono infatti eseguite le condanne a morte inflitte dai repubblicani a tredici uomini fedeli a mwewFerdinando IV.cite-ref-8[8]
Regno d'Italia
Il tentativo, dopo l'eruzione vesuviana del 26 aprile 1872, da parte del sindaco di Massa di Somma, Domenico Riccardi, di aggregare la Contrada mwggPetrone al territorio del suo Comune non ebbe seguito grazie alla tenacia degli amministratori comunali. Nel 1877 andò in porto, invece, l'aggregazione della Contrada mwgwPonte della Cercola del Comune di San Sebastiano al Vesuvio e della Contrada mwhaCaravita del Comune di Pollena Trocchia al territorio del Comune di Massa di Somma che, in quel medesimo anno, cambiò il nome in Cercolacite-ref-9[9].
Seconda guerra mondiale
Il mwiw25 luglio 1943, durante la mwjaseconda guerra mondiale, gli abitanti guidati dagli antifascisti della zona, tutti iscritti al clandestino mwjqPartito Comunista Italiano, assaltarono la sede rionale fascista, in piazza Municipio. Durante la susseguente occupazione nazista 34 innocenti morirono per rappresaglia da parte dei soldati tedeschi.
La trasformazione di Ponticelli in periferia cittadina comincia con la ricostruzione del mwjwdopoguerra, fautore di ciò fu il mwkasindaco mwkqAchille Lauro il quale sfruttò ogni risorsa disponibile per costruire nuovi alloggi, come ad esempio il "progetto INA-Casa" (Istituto Nazionale Assicurazioni) e "INCIS" (Istituto Nazionale per le Case degli Impiegati Statali).
L'intero quartiere, inteso come estensione territoriale, sino al 1980 crebbe perciò in maniera esponenziale, perdendo quasi completamente la connotazione di "rurale" della sua nascita, mentre perse definitivamente i suoi corsi d'acqua - il mwlwSebeto e i Regi Lagni che percorrevano il territorio.
Il post terremoto
L'esigenza di provvedere all'alloggiamento di famiglie sfollate fornì impulso per allestire agglomerati temporanei di accoglienza tra cui il Parco Evangelico ed il complesso all'amianto dei mwmg"Bipiani"cite-ref-10[10].
Lo stanziamento di fondi per la ricostruzione post terremoto ha prodotto l'edificazione di quasi tutto il territorio disponibile sia con l'implementazione della rete stradale - con la costruzione di intere nuove arterie, in alcuni tratti anche sopraelevate, per rendere più agile il movimento tra i quartieri della mwoa"periferia est" di Napoli, il nuovo "Centro Direzionale" da un lato ed i comuni indipendenti del circondario vesuviano dall'altro - sia mediante l'edilizia di ricostruzione post-terremoto.
Il nuovo secolo
Nel primo ventennio del nuovo secolo, in attuazione di un piano di riqualificazione della periferiacite-ref-11[11], sono stati ultimati in questo quartiere il Palazzetto dello Sport in via Arginecite-ref-12[12], ed i parchi di verde pubblico "De Simone"cite-ref-13[13] e "Fratelli De Filippo"cite-ref-14[14], l'Ospedale del Marecite-ref-15[15].
Nel luglio 1983 due bambine abitanti nel Rione INCIS, Nunzia e Barbara, di 7 e 10 anni, furono rapite, violentate e poi uccise; i loro corpi furono ritrovati sul greto del canalone del Regio Lagno di Pollena, carbonizzati.
Le indagini eseguite al tempo si conclusero con l'individuazione di tre giovani incensurati quali autori del fatto, condannati a 27 anni di reclusione; i giovani si dichiararono mwugnon colpevoli e durante tutto il periodo di detenzione chiesero la riapertura del processo non ottenendolo mai; hanno scontato l'intera pena comminata ed ottenuto la scarcerazione ma, determinati, continuano a chiedere la revisione del processo.
Le cronache di quei tempi riportano l'esistenza di incongruenze nelle dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini, quelle susseguenti posero l'accento su informazioni non indagate, sovrapposizione di attività di indagine ed altre considerazioni formulate alla luce dei progressi delle scienze forensi, comunque successive ai fatti; un caso complicato e complesso quindi, che per la modalità di esecuzione e la minore età delle vittime, non è mai stato superato dalla popolazione, entrando nel novero di quei casi di cronaca che scuotono nel profondo le coscienze e rimangono nella storia della cronaca nera come elementi di studio.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwwgOratorio della Confraternita del Santissimo Rosario (XVIII secolo)
• Ancelle del sacro cuore (XVII secolo)
• Chiesa dell'immacolata a tavernanoce (XX secolo)
• Chiesa dell'immacolata e san michele (XVIII secolo)
• mwxwChiesa di San Rocco (XVI secolo)
• Chiesa di Santa Caterina Volpicelli (XIX secolo)
• Chiesa di Santa Croce
• Chiesa della Beata Vergine di Lourdes e Santa Bernadetta (XX secolo)
• Chiesa di Santa Maria dell'Arco
• Chiesa del SS.Rosario in Santa Maria delle Grazie al Felaco
• Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Ponticelli
• mw0qChiesa di San Giuseppe al Rione Incis (XX secolo)
• Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (XX secolo)
• Chiesa della Madonna degli Agonizzanti (XIX secolo)
• Chiesa di San Francesco e Santa Chiara (XX secolo)
• Cappella di Santa Valentinacite-ref-16[16]
• Villa Morabito (XVII secolo)
• Villa Pirozzi (XVIII secolo)
• Villa Tropeano (già Petrone, XVIII secolo)
Società
Qualità della vita
Nonostante i problemi socio-economici, il quartiere può contare su una diffusa rete di solidarietà, costituita da associazioni laiche e cattoliche impegnate in attività culturali, sportive e di volontariato. Tra queste si annoverano Le Kassandre mw4q, Terra di Confine mw4g, S'Arte mw4w, Arcimovie mw5a , àdEst mw5q , ReMida mw5g, Maestri di Strada Onlus mw5wmw6a[7], Associazione Est APS mw6qmw6g[8] e Trerrote mw6wmw7a[9].
Progetti di rilancio del quartiere
L'intera municipalità è da tempo oggetto di piani di riqualificazione urbanistica mw7w, economica, ma soprattutto sociale mw8a
Parco dei Murales
Il programma di riqualificazione comprende anche l'arte. INWARD - Osservatorio sulla Creatività Urbana mw-g ha avviato numerose attività nel complesso popolare di via Merola, ora conosciuto come mw-w"Parco dei Muralesmw-a" mw-q, meta di turisti appassionati di mw-gstreet art.
II Parco dei Murales è stato presentato al pubblico in diverse occasioni ed è la prima destinazione periferica ad essere stata inserita sul portale dell'mwaqaaeroporto internazionale di Napoli - Capodichino.
Cultura
Cinema
Nel mwaqq2004 fu girato tra le strade del quartiere mwaqumwaqyCerti bambini, diretto da mwaqcAndrea e mwaqgAntonio Frazzi. A Ponticelli sono state girate inoltre numerose scene del film mwaqkmwaqoLa guerra di Mario, regia di mwaqsAntonio Capuano, ed è stato interamente ambientato il film mwaqwmwaq0Nevia, diretto da Nunzia De Stefano.
A Ponticelli si sono svolte riprese della serie mwaq8mwaraGomorra, tratta dal mwarebest seller di mwariRoberto Saviano.
Letteratura
Il nome del quartiere è legato a molti romanzi contemporaneicite-ref-17[17], tra i quali mwarkPalazzokimbo (mwaroNeri Pozza, 2016) di Piera Ventrecite-ref-18[18] e mwar8Cagliosa (Ortica Editrice, 2019) di Giuseppe Franzacite-ref-19[19].
Il romanzo d'inchiesta mwasumwasyLa paranza dei bambini di mwascRoberto Saviano, edito da mwasgFeltrinelli, è parzialmente ambientato nel quartiere.
Economia
Lungo il tratto di via Argine ricadente nel quartiere sono presenti aziende tra cui l'mwassAnsaldo STS, l'mwaswAnsaldoBreda e la mwas0Whirlpool e un Centro Commerciale, il Neapolis, già Auchancite-ref-20[20].
Infrastrutture e trasporti
| | Nel quartiere, su via Argine, c'è l'uscita Ponticelli-Barra della SS 162 dir , nella quale si entra uscendo allo svincolo Corso Malta della Tangenziale di Napoli . Ponticelli è raggiungibile tramite l'uscita Ponticelli-San Giorgio a Cremano dell' Autostrada A3 e l'uscita Napoli Centro Direzionale (direzione Cercola) dell' Autostrada A1 al km 758. |
|---|---|
| | Sono presenti sul territorio le stazioni della Circumvesuviana Botteghelle Madonnelle (il parcheggio è attivo dal 10 dicembre 2009, con stazionamento per autobus e con 100 posti auto) Argine Palasport Villa Visconti Vesuvio de Meis Bartolo Longo (completata con parcheggi di 200 posti auto) nel vicino quartiere di Barra Ponticelli |
| | Le vie principali del quartiere sono: Corso Ponticelli via Sacerdote Agostino Cozzolino (ex Corso Ferrovia) via Luigi Crisconio (ex via San Rocco) via Napoli (ex via Santa Croce) viale Margherita via Argine via Ulisse Prota Giurleo via Bartolo Longo via Botteghelle via Angelo Camillo de Meis via Attila Sallustro via Mario Palermo via Maria Malibran |
| | Il quartiere è servito dalle linee autobus ANM : Urbane: 191 Via Argine - Via Ponte di Casanova (adiacenze Piazza Garibaldi ) 195 Via Argine - Piazza Garibaldi 196 Parcheggio Brin - Piazza Garibaldi - Via Maria Callas Suburbane: 116 Cercola - Parcheggio Brin - Piazza Garibaldi 158 Cercola - Portici 173 San Giovanni a Teduccio - Volla 175 Pollena Trocchia - Parcheggio Brin - Piazza Garibaldi |
Sport
La società calcistica mwayqSSC Campania Ponticelli , che negli anni Ottanta del secolo scorso ha militato in mwayuSerie C1 e mwayyC2, aveva la propria sede in via Argine, presso lo mwaycstadio Giorgio Ascarelli.
La piscina del centro sportivo comunale di via Prota Giurleo è in gestione al mwaykCircolo Canottieri Napolicite-ref-21[21].
La A.S.D. Nippon Club, società sportiva di cui è allievo mway8Christian Parlati, vincitore della medaglia d'argento ai mwazacampionati Mondiali di judo del 2022, ha sede in via Argine.
L'A.S.D. mwaziNapoli Pallavolo i, fondata nel mwazm2021, la cui squadra maschile ha vinto la prima edizione della "Coppa Campania" e si è guadagnata la promozione nella serie B, ha sede in via Luigi Volpicella.
Note
cite-note-11. ↑ mwazomwazsmwazwGazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 1925, recante la pubblicazione del Regio Decreto-Legge del 15 novembre 1925 n. 2183 (Aggregazione al comune di Napoli dei comuni di Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio e San Pietro a Patierno)., su mwaz0augusto.digitpa.gov.it.
cite-note-22. ↑ mwaaemwaaimwaamDizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Volume 7, Napoli 1797, su mwaaqbooks.google.it.
cite-note-33. ↑ Bartolomeo Capasso, mwaagMonumenta ad Neapolitani Ducatus historiam pertinentia, Vol II parte I reg. 285
cite-note-44. ↑ Luigi Verolino, Ecclesia S. Maria de Ponticello. Origini di un culto, Il Quartiere edizioni, Napoli 2014, p.13.
cite-note-55. ↑ Antonio Chiarito, mwaa8Comento istorico-critico-diplomatico sulla Costituzione De instrumentis conficiendis per curiales dell’Imperador Federigo II, Napoli 1772, pp.147
cite-note-66. ↑ Giovanni Alagi, mwabmPonticelli, appunti e proposte per una ricerca storica, Ponticelli (Napoli), Barra, 1983, pp. 13-16.
cite-note-77. ↑ Gennaro Aspreno Rocco, mwabgBrevi cenni storici del Comune di Ponticelli, della sua parrocchiale chiesa e del culto che in essa si rende a S. Maria della Neve, Napoli, Sangiovanni e figlio, 1914, pp. 22-23.
cite-note-88. ↑ Dal libro dei morti della Chiesa di Maria Santissima della Neve.
cite-note-99. ↑ Rosario Scarpato, Maria Teresa Tommasiello, Anna Maria De Luca Picione, mwab8San Sebastiano al Vesuvio, Storia Tradizioni Immagini, Napoli 1981, pp.43-45
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cite-note-1919. ↑ Giuseppe Franza, mwagmCagliosa, 2019, ISBN 978-88-970-1190-3
cite-note-2020. ↑ mwaggmwagkmwagoL’Auchan cambia volto, nasce il centro commerciale Neapolis, su mwagsinternapoli.it.
cite-note-2121. ↑ mwag8mwahamwahePonticelli - Circolo Canottieri Napoli, su mwahicircolocanottierinapoli.it.
Bibliografia
• mwahyMario Ferrara, Didattica dei Luoghi. Sguardo su una periferia centrale: Ponticelli, Valtrend Editore, 2007.
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